Da Fossombrone al monte Nerone Il sentiero: chiesa di S.Maria in Val d'Abisso (Piobbico) - valle dell'Infernaccio - monte Nerone (Pu) note: si risale una valle scoscesa fino
ai pressi della cima di un monte Saliamo lungo il sentiero 1, che parte nei pressi della chiesa (parcheggio), e scenderemo lungo il 4, che torna ad immettersi nel primo qualche decina di metri a monte della Balza Forata. Dal punto in cui si attraversa il torrente per la quarta volta, appena
sopra un salto di 28m (forra attrezzata), ci si dirige ripidamente verso
la Balza Forata (sperone roccioso di calcare, con un enorme foro, probabile
relitto di un'antica cavità; splendide vedute, da una parte sulla
valle dell'Infernaccio, dall'altra su Piobbico e le colline a nord). Più in alto ad un ambiente affascinante e selvaggio si sostituisce
l'umana catastrofe: improvvisi appaiono uno stradone asfaltato, un impressionante
edificio chiamato rifugio, varie altre geniali opere d'arte ed un brutale
palazzo circondato da chilometriche, minacciose recinzioni a protezione
di immense antenne. Rapida un'occhiata al bellissimo panorama circolare (l'Alpe della Luna, i colli a nord fino alle rupi del Montefeltro, il mare, il monte Catria, le colline umbre) ed altrettanto rapida la fuga da una tale distruzione. Ci manteniamo nei pressi della strada che scende verso Piobbico, rasentando
l'orlo orientale della valle dell'Infernaccio, ed incontriamo il sentiero
che in 10 minuti ci porta all'ingresso della grotta di Nerone (visitabili
tranquillamente, ma sempre con attenzione e rispetto, i primi ambienti). Resta da dire che il sentiero è lungo e a tratti (molti!) ripido, supera inoltre un discreto dislivello e parte da una quota molto bassa (nei mesi caldi potrebbe trasformarsi da splendida esperienza a micidiale tortura). Bel paese d'aspetto caratteristico, disteso su un declivio lungo la valle del fiume Metauro. Da non perdere: una passeggiata da corso Garibaldi alla Corte Alta ed
alla Cittadella (resti della rocca a dominio del borgo e della valle). A
due passi: la gola del Furlo (imponenti pareti rocciose, vie di arrampicata)
e la galleria del Furlo (scavata in epoca romana per agevolare il passaggio
della via Flaminia). jnn |