Il Buco del Colonnello - Genga – Frasassi (presenti il Presidente – Bicio – Collina – Tupanara – Williams – Davide – Giorgio, l’amico immaginario di Bicio)


Qualunque Speleologo degno di queso nome e sano di mente, giunto in prossimità di una grotta da visitare si preoccupa ALMENO di 3 cose.

1. Condizioni Meteo
2. Ubicazione della grotta da visitare
3. Numero dei partecipanti alla spedizione

Fortunatamente tra gli iscritti allo speleo Club Forlì non c'è nessuno che possa essere definito Speleologo e/o sano di mente, anzi sembra che una delle due condizioni precluda l'altra.
Tutto questo per dire che Sabato15/12 2007 un manipolo di eroici "esploratori di buchi" si è presentato a Genga stazione, con l'intento di visitare il "Buco del Colonnello". A parte il fatto che io non ho fatto neanche il militare… temo che da quel giorno lo chiameranno al massimo “buco del tenente maggiore”

1. Condizioni Meteo - Fitta nevicata tendente alla bufera - Commento del Presidente "Che figata"- Commento del gruppo "Presidente, mavaffa"

Ci cambiamo mooooolto in fretta e dove capita (compresa una tettoia dalla quale siamo prontamente scacciati da una signora prima insospettita dalle nostre mosse, poi terrorizzata quando il presidente, vestito di tutto punto, cerca di tranquillizzarla, nel pieno della tormenta,che non stiamo facendo nulla di male dobbiamo solo andare in grotta!!!) Se le avesse detto che stava facendo un sopralluogo per organizzare il prossimo festival di Sanremo probabilmente avrebbe avuto più successo.

2. A questo punto l'armata Brancaleone parte alla ricerca dell'ingresso, che si trova un centinaio di metri dopo il bivio che conduce all'ingresso della grotta del Mezzogiorno. Qualche piccola complicazione:

a. Su una collina completamente innevata, e sulla quale i sentieri sono a stento riconoscibili, dove sarà mai il bivio del Mezzogiorno?
b. Ovviamente la definizione “un centinaio di metri” si presta a interpretazioni che variano da “subito dietro l’angolo” a “il raggio della sfera terrestra moltiplicato per pigreco mezzi”
c. Chi c’era già stato afferma candidamente “Era in primavera e gli alberi erano più bassi…” (si e una volta qui era tutta campagna e stavamo meglio quando stavamo peggio…)

Nel frattempo la neve continuava a cadere copiosa…
Nel frattempo continuavamo a riempirci di neve…
Nel frattempo le nostre vedette alla ricerca dell’ingresso scoprivano:

N. 3 nuovi ingressi per il comprensorio delle grotte di Frasassi, 1 collegamento nascosto con la Grotta del Bue Marino in Sardegna, 1 Mc Donald’s e 3 piadinerie.
Allora ci giochiamo la carta Jolly, consapevoli dello sputtanamento che ci attende il giovedì successivo alla sede. Decidiamo infatti di telefonare a Carboni il quale, con un tono calmo e rassicurante ci comunica che noi “branco di @####!!!, lo disturbiamo la mattina per chiedergli dove sia l’ingresso di una grotta nella quale, come ci aveva già comunicato, lui non era mai stato”, È la fine…
Anche Pier, disturbato per avere delle informazioni in merito non ci è di grande aiuto.

 

Ma alla fine dopo più di un’ora di peregrinazioni, qualcuno urla “TROOOVAAATAAA”. Con un po’ di scetticismo ci avviamo verso l’ennesimo miraggio, ma stavolta l’ingresso è proprio lui, anche se non promette davvero nulla di buono (ci si entra strisciando). Io penso “la solita fregatura del presidente, un buco stretto, lungo e fangoso”. Ma siamo qui, ci leviamo i giubbini ed entriamo.

I primi metri sono caratterizzati da un corridoio basso ma percorribile tranquillamente, dopodichè parte un cunicolo che si stringe e si allarga e termina in un salto di circa due metri che cominciamo ad armare per passare l’unico vero pozzo che caratterizza questa grotta.
Ovviamente (chi avrebbe mai potuto sostenere il contrario?) il pozzo non è lì, quindi disarmiamo il tutto e seguiamo il meandro che prosegue vero destra. E stavolta giungiamo davvero all’imbocco del pozzo che si trova subito dopo un piccolo salto percorribile tranquillamente in libera. L’imbocco del pozzo è caratterizzato da una buca da lettera abbastanza rognosa, per la quale armiamo oltre alla corda anche una scaletta che sarà provvidenziale per la risalita. Nello scendere, capito il verso della strettoia, “ogni santo aiuta”, e passiamo senza problemi. Nel risalire… A me le buche da lettera non piacciono ma vedremo.

 

Comunque da un punto di vista turistico finora la grotta è una vera sòla, (nel senso di fregatura) stretta, rognosa e poco concrezionata… Solita fregatura del presidente, ormai ne siamo tutti certi…
E ci caliamo nel pozzo che porta nella prima stanza…
E qui il discorso cambia… La volta è abbastanza alta ma la quantità di concrezioni e di colate che si mostrano ovunque è davvero emozionante. Ci sono davvero tante di quelle formazioni calcaree da sembrare il museo della speleologia, dalle enormi stalattiti a delicati capelli d’angelo. Ma le meraviglie non sono ancora neanche cominciate..
Dopo aver rovistato nelle varie nicchie che caratterizzano lo stanzone ci affacciamo al “piano di sotto”, un ambiente ben più ampio del precedente, che rappresenta l’anticamera di una serie di ambienti più piccoli ma riccamente concrezionati. Camminiamo in punta di piedi per arrecare meno danni possibili al paesaggio. Siamo circondati da delicatissimo coralli di pietra, meduse calcaree, vortici di roccia. Guardiamo ammirati questa bomboniera sotterranea in religioso silenzio (vabbè si fa per dire perché siamo pur sempre speleo, l’anello di congiunzione tra la scimmia e l’uomo) per cui raffinati commenti e rumori di ogni genere annunciano il nostro passaggio.
Il finale della grotta è molto fangoso. Matteo decide di visitare il laghetto che è alla fine del fiume di fango e farà non poca fatica per “cavarci gli zampetti” senza perdere le scarpe in quel mare di melma.
Quindi decidiamo di tornare indietro, la famelica buca da lettere ci aspetta…

 

3.Il primo a salire è Davide che avendo la corporatura minuta, non ha gran difficoltà a passare dalla buca.
Liberaaaaa
Poi sale Matteo, il quale a sua volta passa agevolmente
Liberaaaa anche per lui
Poi salgo io che mi incastro (ma va?...) soprattutto perché ho perso il piolo della scaletta. Però comincio ad avere un pelino in più di esperienza, per cui mi disincastro agevolmente e passo a mia volta. La buca da lettere è superata!!!
Libera per me.
Arriva Williams, fresco di corso ma già a suo agio negli ambienti ipogei, passa la strettoia come bere un bicchier d’acqua, non rompe mai le scatole ed avrà l’onore di scagliare una puzzetta terrificante sulla testa di Collina incastrato in un cunicolo…
Quindi libera anche per il bravo William.
Quindi è il turno di Collina. Possibile che in anni di speleologia, di corsi di perfezionamento etc. etc. l’unica cosa che abbia imparato è a scendere a testa in giù col discensore? Sta di fatto che si incastra e non passa. Da bravi compagni di gruppo al posto di incoraggiarlo lo prendiamo in giro nell’attesa che si disincastri offendendolo in qualunque modo possibile. Devo ammettere che non ridevo così da parecchio tempo (“mi tolgo il casco altrimenti non passo” “ok levatelo” “ahia ho sbattuto la testa!!!”
è solo una delle chicche che il buon Collina ci dispensa in attesa di disostruire l’angusto passaggio da lui stesso intasato )
Anche Collina però passa e chiama il libera a Bicio, l’ultimo del gruppo.
A Bicio, come me le buche da lettera non piacciono, ma sguizza tranquillamente anche lui e pronuncia il fatidico “Giorgio, Libera!!!”…
Ok aspettiamo Giorgio ed andiamo via.
Aspetta ma chi è sto Giorgio????
Che il famigerato sfinimento da grotta abbia colpito Bicio e non sia più in possesso delle sue facoltà mentali? In realtà vengo a scoprire che le facoltà mentali di Bicio sono già compromesse da tempo, ma non per colpa dello sfinimento da grotta. Giorgio è il suo amico immaginario. Lo segue in grotta, gli tiene la corda quando sale nei pozzi e gli dà il libera persino nei cunicoli. Vive con Bicio ed è socio Cai. Non beve, non fuma e non dice parolacce.
Sta di fatto che prima di disarmare il pozzo ci tocca attendere che Giorgio risalga il pozzo. Riprendiamo quindi la serie di cunicoletti attraversati all’ingresso e ci troviamo presto fuori.
Ha ricominciato a nevicare, ed il panorama è di quelli che davvero non vedi tutti i giorni. Completamente imbiancato ti tocca il cuore e ti fa voler bene a tutti, quasi anche al Presidente che squote tutti gli alberi per riempirci di neve o a Collina che salta nelle pozzanghere per schizzare i convenuti…
Arriviamo alle auto dove ci cambiamo ancor più rapidamente di prima ( fa un freddo tremendo) e ripartiamo, anche se ci toccherà montare le catene.
Alla fine però tutto fila liscio e contenti di quello che abbiamo visto e della bella giornata passata insieme, torniamo indenni alle nostre case pronti per insultare altre grotte con la nostra presenza.