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La grotta del Colonnello
A volte ritorna.
A volte ritorna, l'armata Brancaleone della speleologia Italiana.
Era da un po' di tempo che lo SCF non proponeva una masnada di speleo
in grotta tutti insieme, e se ne sentiva la mancanza, forse per questo
ci sono stati tanti interessati.
L'idea parte da Teo "Brancaleone" Presidente con un insolito
messaggio: 20 Dicembre Buco del Colonnello per riprese video e foto.
Subito i primi dubbi. Il Brancaleone in questione è in grado a malapena
di tenere in mano un martello per spaccare dei sassi, figuriamoci maneggiare
apparecchiature tecnologiche!! Ma questa volta sembra seriamente intenzionato,
si è addirittura procurato un secondo flash con tanto di fotocellula...
ignorando completamente se la sua fotocamera fosse idonea per fare certe
tipologie di foto, magari con 'utilizzo di un cavalletto...
Fatto sta che ci troviamo sabato mattina PUNTUALI alle otto in sede
non sapendo, come sempre, chi ci sarà, chi sarà in ritardo, chi rimarrà
a letto col cagotto e via dicendo. Con Brancaleone Teo in testa, a seguire
Ago, Maio e la Maia, Davide, Giovanni, Willy, Franco e da Ravenna Mauro,
sua prima esperienza non con la grotta ma con un gruppo di grottaroli
come noi. A Rimini sud poi raccattiamo anche Tupanara nel parcheggio di
un centro commerciale.
Spedizione proprio in SCF style...
Arrivati in zona Frasassi, colazione di un'oretta circa al chiosco di
un ex speleo (Giancarlo, da provare!!!): porchetta calda, ciauscolo e
numerosi giri di assaggi vari dal formaggio tartufato al salame di cinghiale,
da miele di rosa con formaggio di fossa al prosciutto crudo e pecorino.
Si riesce poi a partire, ora la prossima difficoltà da superare è se Brancaleone
riuscirà a ritrovare il sentiero che conduce all'ingresso della grotta.
Lui sembra sicuro di sé "159 passi dopo il bivio del sentiero che
va al Mezzogiorno, poi a sinistra è subito lì". Sarà... Stranamente
il Presidente ha quasi ragione, pure Maio conta i passi, il numero torna.
Però Teo tira avanti lo stesso e dobbiamo tornare sui nostri passi per
qualche metro (la prossima volta Teo evito di perdere tempo a contarli
i passi). Poi giù a sinistra per il ghiaione e su una evidente parete
di roccia a destra troviamo poco dopo l'ingresso.
Ciak! Iniziano le riprese dell'entrata nel cunicolo iniziale, anche
in maniera piuttosto professionale. Nessuno, stranamente, rutta, scoreggia
o bestemmia.
La parte iniziale è un breve cunicolotto, ne troppo stretto ne troppo
scomodo interrotto da un paio di piccole salette concrezionate. Poi uno
scivolo che si fa in libera per arrivare alla buca da lettere (per la
gioia di Tupanara), unico punto stretto della grotta. Per comodità lo
armiamo con scaletta e sola corda di sicura.
li ambienti si aprono, appaiono subito numerose le concrezioni e quello
che si nota di più è il bianco intenso delle volte e di alcune pareti
. Notevoli le colonne, stalattiti eccentriche e fragilissime cannule.
Dalla prima sala in poi si prosegue senza utilizzare attrezzi, la grotta
è formata essenzialmente da alcuni saloni molto ampi messi in comunicazione
da cunicoli o brevi salti.
Tornando a Brancaleone e la relativa armata è tutta dispersa per la
grotta, chi osserva stupito, chi arranca nel fango, la troupe video televisiva
è già all'opera. Dimenticato a casa il secondo flash e fotocellula si
fanno solo alcune foto a particolari concrezioni illuminate dai led.
Teo alla regia sembra quasi professionale, dirige i movimenti degli attori
(Davide e Tupanara) e delle eventuali comparse, si sprecano i commenti
e i riferimenti all'amico Francesco Sauro, autore de L'Abisso!
Anche Franco, appena superato il corso di introduzione, si cimenta in
riprese fotografiche, vedremo poi i risultati!
Si trascorrono quasi quattro ore in questa breve ma davvero bella grotticella.
Chiaramente la spedizione non termina con l'uscita di grotta (particolarmente
divertente quella degli ultimi, murati dentro, dal simpatico Brancaleone
e troupe).
La risalita della pietraia spezza le gambe a quelli con il sacco, e quando
arriviamo al parcheggio non possiamo non metterci a giocare nel parco
dei bambini, tra altalena, scivolo e molle.
Sono quasi le cinque e il nostro pensiero fisso ora è cosa mangiare. Per
fortuna Gadget conosce (e non si sa come) un imboscatissimo locale fuori
Pesaro, (molto fuori) sconosciuto a Dio, ma riconosciuto dalla maggior
parte delle guide culinarie italiane. Ci affrettiamo a prenotare.
Inutile dire che è più facile trovare la grotta che il locale, ma ci
arriviamo, siamo in dieci, ordiniamo tagliatelle coi fagioli per 12 e
non lasciamo li neanche un borlotto. Siamo delle bestie, lo sappiamo,
si prosegue con carnaza e contorni. Ottima conclusione di una piacevole
uscita fra amici.
Note per i posteri:
Avvicinamento: dal parcheggio di Pierosara si prende il sentiero che conduce
alla Grotta del Mezzogiorno. Al bivio, dove a destra sale appunto per
il Mezzogiorno, si prosegue dritto (sono effettivamente poco più di 150
passi...) fino a quando sulla destra del sentiero si nota una piccola
nicchia naturale sulla roccia. E' il momento di lasciare il sentiero e
scendere a sinistra seguendo una traccia che porta ad uno stretto ghiaione.
Si scende lungo il pendio fino a quando si nota sulla destra una parete
verticale di roccia. L'ingresso si trova su quella parete ad una ventina
di metri dal ghiaione.
Se trovate una Tikka arancione siete sul sentiero giusto! Willy l'ha lasciata
li per voi ! Attrezzatura: scaletta 10m da ancorare su armo naturale.
Corda min. 15m sempre su armo naturale con frazionamento subito dopo la
buca da lettere. Corda da utilizzarsi per la normale discesa e come sola
sicura per la risalita. Vivamente consigliabile illuminazione esclusivamente
elettrica per evitare di sporcare le pareti bianchissime. Occorre fare
comunicazione al Parco della Gola della Rossa per potervi accedere.
Gabriele "Maio" Rosetti
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