La grotta Marilù

GADGET: alla riscoperta della grotta Marilù

Che gli speleo del gruppo di Forlì non siano dei provetti esploratori e ricercatori di cavità non è certo una novità, anzi, se vogliamo dirla tutta, si tratta di una attività che proprio trascuriamo... ma non è stato sempre così...

Ogni tanto nei discorsi che si fanno il giovedì sera in sede, si ricordava una certa Marilù, che non è una fantomatica e magari procace speleologa di qualche anno addietro, ma una vera e propria grotta scoperta (casualmente!), esplorata (oramai ci si era caduti dentro!) e rilevata (impossibile trovare scuse decenti per non farlo!) da tre gloriosi, mitologici soci: MArzio, RIccardo e LUca... Marilù appunto.

Di questa grotta ne era rimasta solo memoria, vaghi ricordi di dove potesse trovarsi, di come fosse fatta, di una fessura soffiante da rivedere.
Poi una sera qualunque, di quelle strane in cui per un qualche inspiegabile motivo si decide di andare ad infangarsi in un buco oscuro la successiva domenica, mi venne l’idea di provare a cercarla, anche solo per scoprire se realmente esisteva.

Chiamai subito i suddetti MA, RI, LU e qualche giovane che neppure aveva mai sentito parlare di questa grotta, quindi iniziai a preparare l'uscita.
Ritrovato e spolverato il rilievo, individuate ed inserite nel GPS le coordinate (a suo tempo calcolate ad occhio, "spannello" e righello... nota di LU: "certo che se tu e l'altra bestia aveste utilizzato nel vostro apparecchiotto tecnologico il giusto sistema di riferimento, magari le coordinate sarebbero risultate sufficientemente corrette!!"), infilati in un sacco moschettoni, un paio di corde ed un contenitore di carburo, restavano da decidere l'orario e selezionare il bar per la colazione.

Domenica mattina: ad un'ora politicamente corretta si parte.
Dei "vecchi" sono presenti solo RI e LU; li seguono con ammirazione e fiducia Claudia, Michelino Mariano e Gadget.
Da subito realizziamo che le coordinate inserite nei GPS sono errate (nota di LU: "ma guarda, strano..."), infatti entrambi indicano come punto "X" una zona sul versante della montagna opposto a quello in cui si presume essere l’ingresso (almeno il versante i "vecchi" lo ricordano...).

Fatto sta che ci ritroviamo sul crinale del monte della Volpe, sul ciglio di una ripida scarpata; Marilù è laggiù, da qualche parte.
Ci caliamo con una corda da 60m legandola ad un robusto cespuglio, non essendoci in zona alberi tali da meritare di essere così chiamati; l'onore di scendere per primo a LU, anche perchè è il solo che ha una qualche possibilità di arrivare all'ingresso.
La base è ancora lontana e sotto pare che la parete diventi verticale; utilizziamo una seconda corda da 60m.

LU sparisce dove la pendenza aumenta, poi un grido felice ci raggiunge: "Trovata! E’ qui!!! Libera...."
Incredibile... al primo tentativo... una discesa fatta in un punto quasi casuale, scelto sulla base di vaghi ricordi di 18 anni prima, e siamo piombati proprio davanti all’entrata!
In fondo in fondo i nostri "vecchi" non sono poi così vecchi e nel loro cervello gli sparuti neuroni riescono ancora a produrre qualcosa di buono (nota allusiva di LU: "io non mi fiderei troppo, non sempre e non di tutti, anche per non finire una sera impantanato in un campo cercando col GPS un'osteria vicino a Bertinoro...").

La grotta è di origine tettonica; l’ingresso è una fessura orizzontale, in corrispondenza di un interstrato tra due bancate di gesso.
Stavolta l’onore della prima discesa tocca a RI (come 18 anni fa).

Sinceramente mi aspettavo uno dei soliti bucanotti nel gesso, stretto, corto e melmoso, ma Marilù è una sorpresa: innanzitutto è asciutta, e di fango non ce ne è, neppure a cercarlo.
Ci sono invece incastonati nella roccia bellissimi cristalli di gesso, grandi e trasparenti come mai fino ad ora ne avevo visti, ed intere pareti ricoperte da piccole gemme ramificate... una vera chicca!

Dubito che questo revival faccia tornare lo spirito dell’esploratore ai meno giovani, ma credo servirà da stimolo per noi ultimi arrivati.
Vedremo cosa si riuscirà ad organizzare prossimamente; forse con l’arrivo della bella stagione si farà qualche battuta in zona, una ricerca sistematica, uno scavo, magari un campo con amici di altri gruppi speleo... ovviamente con la scusa di una serie di robusti pic-nic a base di salsicce e braciole, altrimenti le bestiole di Forlì mica le convinci a muoversi!

RICCARDO: una nota del geologo

Marilù è una grotta di origine tettonica, impostata su una faglia trascorrente con ampie scaglie tettoniche verticali (si notano facilmente anche nel vicino antro del Gufo).
Sono ben evidenti gli scollamenti fra le bancate: l'ingresso si effettua proprio in corrispondenza di un giunto di interstrato.

... e per finire, come sempre:

Giovanni - Riccardo
Foto Guglielmo