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L'ouso di Pozzo Comune ed
il I raduno Speleonauti, con lo Speleo Club di Roma, i "Pipistrelli"
di Terni e tanti altri strambi speleoamici
E' una notte buia e tempestosa... umh no, mi sa che sto sbagliando storia...
E' semplicemente un giorno come tanti, noioso come altri passati in ufficio,
quando a ravvivarlo arriva un sms di Gadget che propone per il week end
18-19 marzo un'uscita speleo a Roma.
Pronti... nel giro di una frazione di secondo gli mando la mia adesione!!
I soliti messaggi per organizzarci: cosa serve, cosa no, chi c'è,
quanti siamo?
Romani e Ternani... tutti, tanti speleo... ma sei sicuro che ci sia da
bere?
Sabato sera grigliata? Ottimo... questi Romani cominiciano a piacermi!
Orario e luogo di partenza? Le 5.00, davanti casa di Giovanni... gulp,
sto quasi per rinunciare, venerdì sera (per chi non ci avesse fatto
caso... venerdì 17!!) sarò ad una riunione lunga e difficile
che prevedo finirà tardi...
Va beh, per la grigl... per la speleologia questo ed altro!!!
Venerdì sera rientro a casa alle 3, appoggio la testa sul cuscino
e subito suona la sveglia: sono le 4.15, colazione veloce, ultime cose
da caricare in macchina e in un lampo mi presento davanti alla succursale
delle Speleo Club Forlì (ovvero casa di Giovanni "Gadget").
E' ancora freddo in questa umida pianura Padana e mentre i galli se ne
stanno beati loro a dormire noi siamo qui a caricare fino al rischio di
esplosione l'auto (sempre di Gadget... al prossimo Consiglio bisognerà
approvare una qualche convenzione sull'utilizzo futuro da parte nostra
dei suoi averi che per usucapione presto diventeranno di proprietà
dello Speleo Club Forlì!!).
Si parte: l'auto è stracarica, 6 persone fra le quali il prezioso
Presidente messo in ultima posizione per poterlo utilizzare come corpo
inerte atto a sostenere tutte le borse caricate dietro.
C'è chi prova a dormire nonostante si passi dalla famigerata E
45: la strada risulta incredibilmente realizzata negli ultimi 30/40 anni,
ma non pochi credono si tratti di un monumento realista in ricordo dei
bombardamenti della Grande Guerra.
Ci sono buche così grandi che sembrano delle trincee: leggende
narrano di speleo che siano andate a rilevarle e che abbiano tentato di
farle inserire nel catasto della federazione regionale, e dopo i temporali
c'è chi giura di aver visto boe di segnalazione sub nelle pozzanghere
che si creano, e altri dicono che l'ente gestore della strada sia convenzionato
con gommisti e meccanici... solo fantasie? Io di certo posso dirvi che
una volta mi è capitato di vedere 4 auto che sostavano in colonna
ai bordi della strada ed in tutte stavano sostituendo un pneumatico!
Ma torniamo a noi... Gadget e gli altri stanno parlando di speleonauti,
di raduno, ed io devo essermi perso qualcosa... meglio approfondire!
Imparo che stiamo andando ad un vero raduno speleo, una cosa seria, insomma,
organizzato dagli Speleonauti, che presumo siano... speleo che vanno in
barca a vela!?!
Così dopo la speleologia, l'archeospeleologia, la glaciospeleologia,
la speleobagordia, scopro l'esistenza della speleonautica, una disciplina
particolarmente umida... come presto verificherò!!
Durante il tragitto nell'ordine rompiamo le balle:
- a Luca di Terni... siete già arrivati? Quando partite? Ok, ci
vediamo lassù...
- ad alcuni dello Speleo Club che sono restati a Forlì... ma solo
per chiedere se stanno dormendo...
- ad altri dello Speleo Club che sono a Roma da ieri sera... sempre per
chiedere se stanno dormendo...
- ai Romani... qual è l'uscita esatta? E dopo verso dove si va?
C'è un posto dove mangiare bene? E spendere poco? Un po' meno?
Ok, ho capito, siamo in anticipo, ci si vede più tardi!
Ometto per pietà del lettore i particolari e le conclusioni delle
dotte disquisizioni che ci hanno accompagnato per tanti chilometri: storia
dell'arte e della filosofia applicate alla sistemazione sul territorio
dei pali dell'Enel, gestione morale e religiosa, con cenni di etica, dell'energia
elettrica a livello nazionale, teoria delle probabilità ed evoluzionismo
darwiniano applicati ai coefficienti di servizio ed alle relative multe
dell'authority, i cavi elettrici hanno un'anima? (!?!)
Arriviamo nel ridente paesino di Carpineto Romano e parcheggiamo, poi
cerchiamo un luogo dove rifornirci di cibo.
Con la scusa di aver bisogno di un bagno ci dirigiamo verso il bar Grotta
Azzurra (tanto per non perdere il vizio) dove tracanniamo aperol e frizzantino
(tanto per non perdere in vizio); resta da risolvere il problema più
importante: il pranzo!
Sono solo le 11.30 ed il primo ristorante individuato ha ancora la cucina
chiusa; il fornaio è sprovvisto di cibarie salate ed una certa
ansia comincia ad attenagliarci. Siamo quasi disperati quando la caritatevole
proprietaria di uno dei ristoranti richiama la nostra attenzione per dirci
che pure in mancanza della cuoca un paio di panini può prepararli
lei...
Inutile descrivere le nostre facce, brutte, ma esageratamente riconoscenti...
accettiamo con gioia e nel frattempo andiamo a rifornirci di birra in
un alimentari vicino (spendendo una cifra irrisoria).
Divoriamo con avidità (specie uno di cui non faccio il nome) il
pane montanaro abbondantemente farcito e tornando verso l'auto riusciamo
a contattare e ad incontrare 3 speleonauti: devono acquistare cibarie
e li accompagnamo in un altro negozietto (tanto per non perdere il vizio!).
Durante la nostra breve permanenza nello sperduto paesino abbiamo nell'ordine
assaltato, o tentato di assaltare: bar, ristorante 1, forno/pasticceria,
generi alimentari 1, ristorante 2, generi alimentari 2... posso con orgoglio
affermare che neppure gli Unni avrebbero potuto tanto in così poco
tempo!
Al punto di ritrovo, davanti all'ingresso del parco, si ammassano auto
di "origine" chiaramente speleologica fra le quali troneggia
una pittoresca R5 tappezzata di adesivi.
Conosco T....doro e Dolina; sono lieto di incontrare piacevoli fanciulle,
ma continuo a chiedermi quale curiosa mutazione genetica, o devianza mentale,
le porti a frequentare soggetti spesso sporchi, brutti, orribilmente rumorosi
e puzzolenti come questi qua attorno...
Salutiamo Luca di Terni e tanti altri amici. Si sta preparando per scendere
in grotta una variopinta macchia di persone; io e France', già
pronti, ci avviamo.
Ammiro l'aspetto lunare di questi monti, bellissimi... devo assolutamente
tornarci!
Un centinaio di metri sopra di noi le cime sono ancora innevate, ma si
sta bene.
Siamo all'ingresso: l'acqua di un ruscelletto vi entra e si perde nel
buio... mi hanno detto che qui ci si può bagnare, ma devo ammettere
di non aver posto particolare attenzione al problema... lo farò
presto!
Scendiamo in libera i primi saltini su roccia levigata e bagnata; un
ambiente molto suggestivo ci accoglie dopo pochi metri, poi questa sala
diventa un corridoio inforrato perennemente allagato... per fortuna ho
gli stivali!
Qualche calata su corda ed arriviamo ad un pozzo più alto; lo affronta
France', con noi c'è Luca.
Passa qualche minuto e dal buio, sotto, arriva una poderosa serie di imprecazioni...
pare che si sia acqua, e non poca!
Tocca a me; a qualche metro dal fondo capisco l'origine delle imprecazioni
di chi mi ha preceduto: se continuassi a scendere finirei a mollo in una
pozza... sono fermo, ci penso un attimo e mi pare una buona soluzione
quella di dondolarmi allentando man mano la corda nella speranza di atterrare
qualche metro più in là, all'asciutto... grazie a Dio non
ho il tempo di completare un'operazione tanto idiota, ed interviene France'
che afferrando un mio piede mi blocca, quindi mi tira verso "riva"
mentre io lentamente do corda... se uno dei due avesse ceduto ci sarebbe
stato da ridere, specie per gli altri!
E' il turno di Luca, intanto io e France' discutiamo su come si faccia
a superare quel passaggio.
Neanche un minuto e arriva il Pipistrello ternano, si blocca a due metri
d'altezza, recupera la corda dal basso (ancorata ad una concrezione fuori
dalla pozza, a lato), lascia un'ansa lunga fra corda recuperata e discensore
e con nostra meraviglia ripetendo l'operazione atterra all'asciutto senza
bagnarsi neppure la punta degli stivali... che razza di pivelli siamo!!!
Chi lo segue fa lo stesso, ma per goderci lo spettacolo di incompetenti
come noi non dobbiamo aspettare troppo: piomba giù uno che distratto
dalle chiacchiere finisce a mollo col didietro, poi un altro dritto nella
pozza con le gambe... è un'ecatombe!
Siamo fradici e fermi già da un po', per cui proviamo a proseguire.
Ancora un tratto inforrato allagato dove si passa in contrapposizione
perchè giù di acqua ce n'è veramente tanta, poi l'escursione
giunge al termine: davanti a noi un salto, c'è lo spit, ma manca
la corda, e possiamo solo tornare indietro.
France' si attarda un po' per "godersi lo spettacolo", mentre
alla pozza, a giudicare dai tonfi di chi casca in acqua che arrivano fino
a qui, stanno continuando le comiche... curioso, un tonfo che pare giungere
da dietro, più vicino... è France', che riemerge (nel vero
senso della parola) dalle tenebre dopo essere scivolato giù, in
un buco dove ha pure rischiato di affogare... un pulcino bagnato avrebbe
un aspetto migliore!
Oramai siamo in tanti nella saletta in riva al laghetto maledetto e non
c'è più posto per chi sta scendendo; decidiamo di alternare
discese e salite, anche perchè da sopra si sono accorti del giochino
finale ed hanno spostato lateralmente l'armo.
Riesco a superare il pozzo, quindi incrocio decine di speleologi che lentamente
stanno procedendo verso il fondo; tutti si salutano, molti usando nickname,
così finalmente capisco che quello degli Speleonauti è un
mondo multimediale popolato da variegati personaggi iscritti ad un forum...
mi presento come Maio... scopro che tanti speleo non conoscono il mio
nome... penso sia un bene...
Risalgo con T....doro perchè France', quasi congelato, è
partito come un razzo nel tentativo di raggiungere l'auto e cambiarsi
prima di soccombere.
All'uscita scopro con piacere che stanno procedendo bene i lavori per
il bagordo post-grotta: chi cerca legna, chi finge di cercarla ed in realtà
si mantiene a debita distanza da qualsiasi cosa possa affaticarlo, chi
appronta i tavolacci, chi guarda, chi trasporta ed sistema vino, salame,
piadina, pane e torte salate (strepitoso il tortino al formaggio di Luana!!),
chi mangia e beve.
Cala il sole e con esso il tiepido calore della giornata, cala vistosamente
anche il salame, ma per cause indipendenti dalla rotazione terrestre,
e soprattutto cala il vino; su quest'ultimo fenomeno un noto geologo con
specializzazione in consumo enologico (Riccardo), scampato alla grotta
ed improvvisamente apparso nel posto giusto al momento giusto, sfata credenze
che danno la colpa al campo gravitazionale terrestre: scopriamo trattarsi
dell'attrazione gravitazionale esercitata dallo stomacus speleologicus
secondo la formula
Qi = Qd /(sommatoria dei presenti x coefficiente Ra)
dove Qi è la quantità di vino introdotta, Qd la quantità
di vino disponibile ed Ra il coefficiente di rapporto alcolico.
Da notare che il prodotto fra la sommatoria dei presenti ed il coefficiente
alcolico non è importante nel momento in cui, come si raccomanda,
il valore di Qd tende ad infinito.
Sta di fatto che mentre la metà abbondante dei partecipanti al
raduno è ancora in grotta, la prima camionata di cibi e bevande
è terminata... nessun timore, scorte ed accantonamenti, giustamente
abbondanti, sono stati precauzionalmente occultati in altro luogo!
E così, ascoltando il piacevole sfrigolio di salsiccia e carnaza
varia sulle graticole, ci si raduna in cerchio attorno al fuoco a raccontare
aneddoti e fantasiose panzane (questo è il momento in cui lo speleologo
medio è assimilabile ad un pescatore che parla delle proprie prede...);
i tavoli sono nuovamente pieni di ogni genere di conforto, verdura (!),
affettati, formaggi, pane, torte, acqua (!!!), vino, grappa.
Fumo, profumi e odori vari impregnano i vestiti e salgono dal naso al
cervello, offuscandolo; atmosfera soft, confusa, piacevole, ma con una
grave controndicazione: ad ogni griglia che viene liberata dal suo prezioso
carico la belva che è in noi, approfittando del rilassamento dei
sensi e dei freni inibitori, si scatena, così è possibile
assistere a scene di ordinaria follia in cui un'orda famelica e priva
di ogni controllo si getta a fagocitare in pochi secondi ogni cosa che
abbia un aspetto lontanamente paragonabile a quello di un pezzo di carne
arrosto... speleologi che si mordono l'un l'altro, placcaggi come neppure
al 6 Nazioni avevo visto, trabocchetti, trucchi infami, ricatti, offerte
sessuali, il tutto per un pezzo di pancetta, per una salsiccia o per un
qualcosa che incautamente le assomigliava... il tutto ripetuto ad ogni
grigliata, decine di volte, fino alla saturazione totale!
Ed ora che il gioco si fa duro, restano i duri a giocare: è il
momento della "Filomena", il terribile rito che da tempo chiude
tutti gli speleo-bagordi ai quali partecipiamo.
I campioni dei vari gruppi ed alcuni ignari di ciò che li aspetta
si siedono attorno al tavolo allestito per l'evento, con ogni tipo di
contenitore in mano, dal bicchiere di plastica a quello per professionisti
in metallo, dalla lattina di birra aperta a metà al vasetto di
vetro per sottaceti; uno spiega le poche regole che come sempre la metà
dei partecipanti non capisce, ed il silenzio della notte incombente è
brutalmente rotto dal celebre coro sgraziato: "Filome' - Filome'
- voglio - stare - insieme - a te - sul sofà - sul sofà
- con lo - zigolo - zigolo - zà...".
Basta poco perchè l'ambiente si scaldi e Matteo (il criceto), da
instancabile arbitro imparziale, dispensa pinte e pinte di vino per ogni
errore; i bicchieri durano meno dei giocatori, vetri rotti ovunque, gavette
ammaccate, ad un certo punto credo di aver visto qualcuno utilizzare uno
scarpone pur di continuare il gioco, ed un altro la scodella del cane
che inutilmente lo azzannava per ottenerne la restituzione...
Il tempo passa, ma stranamente questa volta la "Filomena" non
pare mietere vittime...
Ci si raduna attorno a quel che rimane dei fuochi, tenui braci che scoppiettano
e fanno fatica a scaldarci.
L'ora non è tarda, ma la stanchezza e la consapevolezza di dover
rientrare a Roma, che dista oltre un'ora d'auto, ci consigliano di "disarmare
il campo".
Ci avviamo per il rientro e neanche 200 metri dopo la partenza ci troviamo
ad affrontare un discreto problema (e così mi accorgo che in realtà
la "Filomena" ha come sempre colpito duro, anche se con effetto
ritardato): uno dei Romani, particolarmente euforico, col fuoristrada
è andato veramente fuori strada ed ora il suo mezzo è sospeso
con le ruote posteriori sulla stradina del parco e il paraurti anteriore
appoggiato ad un provvidenziale, robusto albero che gli impedisce di precipitare
ulteriormente in un dirupo.
Il particolare quadretto permette la rappresentazione della più
classica delle situazioni italiane: su 40 ed oltre persone che siamo,
1 impreca, 2 raccontano cosa è accaduto, 2 provano a risolvere
il problema e tutti gli altri riferiscono quello che hanno appena saputo,
aggiungendo commenti e fantasiosi particolari, discutono su come farebbero
a tirare fuori la jeep, ma stanno ben attenti a non dare una mano!
Cerchiamo una corda... siamo ad un raduno speleo, ma non la troviamo...
Proviamo più volte a trainare il fuoristrada, ma non otteniamo
nulla.
Gente scatta foto, qualcuno si arrampica un po' ovunque, arrivano corde,
tutte le auto sono in movimento per motivi vari, chi incita, chi dirige,
caos allo stato puro, poi si presenta Luca di Terni e in 5 minuti con
la sua jeep sistema tutto.
Scatta l'applauso dei presenti, urla di gioia, abbracci... chissà
se è successo veramente!
Ripartiamo. Un serpentone di macchine scende lungo i tornanti dei monti
Lepini; alcuni stanno andando a casa, ma noi Forlivesi ci stiamo dirigendo
verso un oratorio situato in centro a Roma, un posticino alla buona, ma
quasi un albergo per chi è abituato ad alloggiare in ben altre
condizioni.
Due chiacchiere, qualche partita a biliardino con l'epica performance
di Riccardo che nonostante il naso sanguinante tamponato alla benemeglio
(con un tampax, raccontano i testimoni) non si arrende nella sfida contro
France' e Milord (in ciabatte e boxer), e si va finalmente a nanna.
Breve flashback sul naso sanguinante di Riccardo: pare che durante le
fasi concitate per il recupero del fuoristrada, Marco (il gatto e la volpe),
dopo aver parcheggiato per portare aiuto, abbia "inavvertitamente"
provocato un contatto a rilevante velocità tra la sua mano e la
pretuberanza facciale di Riccardo che "per scherzo" stava allentando
il freno a mano nonostante la strada in salita e le auto parcheggiate
dietro!
Passiamo la notte fra rutti, scoreggie, gorgogli, gente che russa, che
parla nel sonno, che rumina, ma la mattina siamo solerti e andiamo a rimpinguare
i nostri lamentosi stomaci in un bar vicino.
Rientrati in camera e preparati i bagagli ci raggiunge, gradita sorpresa,
il Presidente dello Speleo Club Roma con caffè ed un vassoio di
torte; per non offenderlo siamo costretti a far sparire tutto con la massima
velocità possibile.
Scambio rituale di pubblicazioni (loro), magliette (nostre) e adesivi
vari.
Concordiamo per una visita alle catacombe di Santa Domitilla; sono stato
a Roma varie volte, ma ci sono tantissime cose da vedere ed è un
peccato non approfittare di ogni occasione.
Dentro tentiamo di perdere Riccardo e France' sabotando il percorso obbligato
per i turisti: basta cambiare gli sbarramenti, una fettuccia tolta da
lì, un'altra aggiunta là... quasi ci riusciamo tant'è
che arrivano all'uscita con mezzora di ritardo... ancora 10 minuti e sarebbero
rimasti chiusi dentro per la pausa pranzo!
A chi non le avesse visitate consiglio di provare: ci sono oltre 15 km
di gallerie e tombe disposte su 3 livelli, chiaramente non tutte agibili...
occhio a chi soffre di claustrofobia, e a chi cambia gli sbarramenti...
Ci avviamo per il rientro dopo i saluti e i ringraziamenti agli organizzatori
del raduno; discutiamo su dove fermarci a mangiare fino a quando decidiamo
di vedere se Luca di Terni ha voglia di invitarci.
E' una persona troppo buona, un amico, e ci ospita volentieri preparando
un pranzo notevolissimo.
L'ennesimo bagordo sfocia in un turbinio di grappe e amari, e nella sfida
a calcino Terni-Forlì.
Si torna a casa, distrutti, ma con la consapevolezza che ovunque andiamo
incontriamo persone disponibili, gentili, capaci di rendere particolarmente
piacevoli queste nostre escursioni ipogee.
Gabriele - Giovanni
Foto Marco
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