Le creste del monte su Nercone (Supramonte) Il sentiero: planu Campu Oddeu - punta is Gruttas - s'Azza Bianca - punta si Scala - punta 'e Seni - scala Ortorani - q.1205 - scala Dorghivè - punta Aunei - monte su Nercone - punta Cucuttos - ritorno fino alla scala Dorghivè - strada per il cuile Ortorani - planu Campu Oddeu (Nu) note: il percorso resta sempre in cresta
e tocca varie cime; la punta Cucuttos, quella più lontana, è
anche la più bassa per cui il dislivello del ritorno risulta significativo Da Dorgali si percorre verso sud l'Orientale Sarda, una strada che in
questo tratto è bellissima. A destra, aldilà della profonda valle, si
notano le scenografiche pareti rocciose del monte Oddeu che improvvisamente si
interrompono per lasciare passare, centinaia di metri più sotto,
il riu Flumineddu: siamo di fronte allo spettacolare ingresso basso della
gola de Gorropu. Raggiunta la genna Croce si devia a destra in una strada dall'aspetto
non troppo rassicurante che rasenta le pareti ricche di grotte della punta
is Gruttas; verso sud il panorama è vasto e più o meno 400 metri sotto
di noi si riconosce Urzulei... una manovra errata e vi arriverei rotolando! Descrivo ora l'itinerario che ho percorso a piedi. Alla s'Azza Bianca segue la breve discesa ad una selletta, quindi la salita verso la punta si Scala, la cima più caratteristica. Ovunque il panorama è strepitoso, ovunque la natura domina incontrastata, ovunque mostra rocce poderose, compatte e verticali a destra, sotto i miei piedi, ed ancora compatte, poi frantumate, inclinate a disegnare pendii detritici più o meno affrontabili a sinistra e davanti a me. Dalla punta si Scala posso solo scendere, e piuttosto ripidamente, verso sinistra; poi tocco la punta 'e Seni e nuovamente perdo quota fino alla scala Ortorani, la prima sella di una certa importanza (è quella che abbiamo utilizzato per raggiungere nel più breve tempo possibile la zona del pozzo Yorik, sulla cima a q.1205 definita a nord dalla scala Dorghivè e a sud dalla scala Ortorani stessa, partendo dalla strada che prosegue oltre il planu Campu Oddeu). La successiva cima è quindi quella caratterizzata dall'inquietante
presenza del pozzo indicato sopra: la voragine (profonda almeno 25 metri)
appare improvvisa, inaspettata, mimetizzata fra piccoli pinnacoli e compatte
lastre rocciose, nei pressi della linea di cresta e di un grande albero
secco (che fra l'altro nasconde una seconda apertura, più piccola,
ma forse ancora più infida... occhio, il salto
sottostante supera i 10 metri!) e può capitare di rasentarla senza notarne
l'impressionante bocca circolare. Dalla scala Dorghivè salgo ora verso la punta Aunei e la cima
del monte su Nercone (1263 m). Il luogo è bellissimo; a destra domino
la codula de Luna, davanti riconosco il monte Oddeu, il campu Donanigoro e, lontane, le vette
che nascondono Oliena, e a sinistra, in basso, individuo il campos Barjos,
la valle del riu Flumineddu che si trasforma in gola e mille alture selvagge
che paiono inesplorate (e forse in parte lo sono!). Prima di raggiungerla mi tengo a destra e con un poco di attenzione mi
porto su una crestina piuttosto esposta; subito capisco di essere alla
meta: sotto di me uno scenografico arco naturale di roccia e, lontanissimo,
lo sbocco della gola de Gorropu. Il tempo di rubare un'ultima immagine (visto da qua è impressionante
il canyon che la valle del riu Flumineddu ha creato a monte della gola
de Gorropu) e riparto; devo retrocedere fino alla cima del monte su Nercone
ed alla scala Dorghivè. I luoghi: Urzulei: tombe di gigante di s'Arena Fennau, in località Fennau (Nu) Da Dorgali si raggiunge la genna Croce e da qui il planu Campu Oddeu,
un altopiano a nord di Urzulei (descrizione del percorso a inizio pagina).
Al primo bivio si tiene la sinistra e si resta sempre sulla strada principale;
si oltrepassa così un grande allevamento curvando verso sud, poi
si torna verso nord ed infine si devia per salire a sinistra. Risalgono al Bronzo medio e risultano utilizzate fino al Bronzo finale (1500-900 a.C.); hanno subito manomissioni ad opera di scavatori clandestini e negli anni Cinquanta parte dei blocchi furono riutilizzati per altri scopi, tuttavia le due tombe sono state analizzate e restaurate qualche anno fa per cui si presentano in buono stato di conservazione e perfettamente leggibili. Si assomigliano molto: entrambe misurano 15 metri lungo il corpo della
stretta camera funeraria, in parte lastricata e col muro esterno absidato,
ed entrambe ne misurano 16 sulla corda dell'esedra. jnn |